Energie rinnovabili: la nuova svolta arriva dalle onde del mare

Pubblicato il da miagolio77

Il fabbisogno di energia aumenta di anno in anno e quindi oggi più che mai è necessario studiare delle fonti di energie alternative, meglio se derivanti da fonti rinnovabili e quindi pulite. Negli ultimi anni è stato portato avanti uno studio sulle onde del mare.

Dove e come

Esattamente nel’Irlanda del Nord, a Strangford Lough dove generalmente il mare è calmo perché posizionato tra le isole del mare interno britannico, si è studiata la forza del mare all’imboccatura del mare, dove le correnti sono forti e provocano onde che vanno a sbattere contro le pareti. Proprio in questo luogo è stato posizionato un generatore di energia elettrica alimentato dalla forza delle onde, metodo prima d’ora mai svalutato per delle applicazioni reali. Si devono sfruttare le onde superficiali, che convertono l’energia eolica nel movimento delle onde che possono produrre energia elettrica. Il principio su cui si basa lo sfruttamento delle onde prevede l’oscillare di una colonna d’acqua immersa in un contenitore chiuso che si muove come si muoverebbe un pistone in un motore, la colonna comprime l’aria facendone aumentare la pressione, a questo punto un dispositivo convoglia l’aria compressa verso una turbina che ruota producendo energia elettrica. Questa è ovviamente l’idea di base che per produrre risultati significativi in termini di produzione di energia deve essere replicata in serie, e concepita in modo tale che ogni modulo con la colonna d’acqua convogli la pressione dell’aria verso un’unica turbina, altrimenti la dispersione di energia sarebbe troppo alta.

Considerazioni

Se l’energia delle onde del mare può continuativamente essere trasformata in energia elettrica, siamo di fronte a una fonte di energia inesauribile, priva di costi e soprattutto pulita, che potrebbe essere affiancata ad altre energie rinnovabili come l’energia solare, quella derivante dalle biomasse e quella eolica. Si tratta di una sfida che potrebbe colmare il fabbisogno energetico ed è certamente una strada che va intrapresa, perché maggiori sono gli studi e le alternative e maggiore è la probabilità di successo.

In Italia si sta studiando una possibile applicazione nelle acque dello stretto di Messina, cercando di rendere possibile lo sfruttamento del moto marino anche in presenza di correnti di bassa velocità per valutare se questo metodo sia utilizzabile in maniera vantaggiosa in qualunque condizione di movimento del mare.

La potenza del mare a me a volte spaventa
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