Cosa studia la psicologia dello sviluppo?

Pubblicato il da miagolio77

La psicologia dello sviluppo si differenzia dalla psicologia dell’età evolutiva in quanto la prima studia lo sviluppo e l’evoluzione del comportamento umano nel corso di tutta la vita, mentre la seconda si occupa più nello specifico dell’età compresa tra la nascita e l’inizio dell’adolescenza. In pratica si concentra sull’infanzia.

Le linee fondamentali

Le domande fondamentali a cui questa disciplina vuole dare una risposta sono quando, come e perché i fattori ambientali e quelli biologici abbiano effetto sullo sviluppo di un individuo. Fattore da valutare attentamente è soprattutto quanto i fattori biologici (il patrimonio genetico) abbiano peso sullo sviluppo psicologico di un individuo.

Quando come e perché?

Ecco il senso di queste tre domande fondamentali:

  • Quando: le tappe dello sviluppo dalla nascita all’adolescenza, in particolare per quanto riguarda le competenze dello sviluppo del linguaggio, si sviluppano con un percorso che è uguale per tutti gli individui. La psicologia dello sviluppo individua quali sono gli intervalli temporali propri di ogni diversa competenza e abilità nel bambino.

  • Come: la psicologia dello sviluppo studia le dinamiche dello sviluppo di ogni competenza specifica, evidenziando le differenze tra un individuo e l’altro a livello di ritmo di apprendimento e di stile (all’interno della stessa competenza, ad esempio il linguaggio, si possono sviluppare prima le doti relative all’uso di un maggior numero di vocaboli oppure le doti relative all’utilizzo di una corretta sintassi) per capire quanto le differenze siano causate dall’ambiente esterno e quanto da una predisposizione naturale.

  • Perché: si tratta di un approfondimento del come, che punta a individuare e spiegare i processi che sono alla base delle competenze che si acquisiscono, diversificando le cause ambientali da quelle ambientali.

Metodi di osservazione

Lo studio della psicologia dello sviluppo può essere diversificato a seconda dei metodi di osservazione che si utilizzano. L’ideale è applicarli tutti e trarre le conclusioni tenendo conto di tutti i tipi di osservazione effettuati:

  • Osservazione naturalistica: osservazione il più possibile oggettiva del comportamento dell’individuo nei luoghi di fruizione quotidiana, come l’ambiente domestico, la scuola, il lavoro. Serve per valutare quali sono le condizioni abituali del soggetto, anche se c’è il rischio che la presenza dell’osservatore alteri le dinamiche abituali.

  • Osservazione psico-fisiologica: vengono rilevati dati fisici attraverso macchinari (come l’elettrocardiogramma) in determinate condizioni psicologiche, per capire quanto le risposte fisiologiche dell’individuo possano essere bloccate o influenzate da aspetti psicologici contingenti.

  • Osservazione strutturale: viene effettuata in ambienti e condizioni particolari, in questo caso l’individuo può sentirsi sotto pressione e non avere reazioni che avrebbe in condizioni usuali.

  • Osservazione mondo reale: viene effettuata in gruppi chiusi, intervengono molte variabili non strettamente controllabili, la situazione è poco conforme alle situazioni quotidiane che si vivono a contatto di altre persone in gruppi disomogenei.
1 Facultad de Psicología de la Universidad Nacional Mayor de San Marc

Con tag Psicologia

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post